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Sostenibilità

La nostra azienda ha deciso di adottare un tipo di agricoltura che sia il meno possibile dannosa per l’ambiente e per le persone, quindi di adottare il disciplinare a “basso impatto ambientale” da parte dell’UE. Questo ci ha portato ad avvicinarci soprattutto all’agricoltura biologica, un tipo di agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo cercando di sfruttare la naturale fertilità del suolo limitando le lavorazioni, eliminando l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM). Quest’ultimo punto ha due obiettivi principali: promuovere la biodiversità dell’ambiente e di non far estinguere le colture autoctone.

 

Altro tipo di agricoltura da noi applicata è quella di tipo integrata ossia di utilizzare i mezzi tecnici adottati nell’agricoltura convenzionale solo quando si reputano necessari per ottimizzare le tre esigenze principali: quelle ambientali, quelle sanitarie e quelle economiche.
Questo ci porta ad adottare pratiche che hanno minore impatto sull’ambiente.

 

Principi dell’agricoltura integrata

1.    Fertilizzazione: La concimazione in questo caso ha l’obiettivo di prevenire i fenomeni di dilavamento e di inquinamento delle falde acquifere (direttiva CEE n 676 del 1991, nota anche come “direttiva nitrati”) e che limitano la mineralizzazione del suolo in modo da sfruttare nei limiti possibili il ciclo naturale della sostanza organica, migliorando in questo modo anche la qualità del terreno di coltura;


2.    Lavorazioni: queste sono condotte in modo da prevenire l’erosione del terreno e la degradazione strutturale, utilizzando tecniche come l’inerbimento o il sod seeding (questa tecnica prevede la gestione del suolo con la non lavorazione del terreno rivestito da coltivazioni erbacee allo scopo di mantenere una fertilità fisica quasi paragonabile a quella dei terreni naturali);

 

3.    Controllo delle infestanti: questo obiettivo va raggiunto sfruttando tecniche che puntano ad eliminare il ricorso al diserbo chimico quindi favorendo lo sviluppo controllato di una copertura erbosa, composta da graminacee poiché poco competitive. Questa tecnica migliora e rende più stabile la struttura del terreno mantenendo le proprietà tipiche di un terreno naturale;


4.    Difesa dei vegetali: La lotta integrata sfrutta il più possibile la lotta biologica, questo lo si ottiene con:

Monitoraggio della dinamica delle popolazioni dei fitofagi;

Monitoraggio dell’andamento delle infestazioni;

Uso di biotecnologie (es. tecnica del maschio sterile) e di mezzi biotecnici (es. utilizzo di trappole a cattura massale con feromoni).       

 
 
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Queste tecniche ci aiutano a:

  • Ridurre il quantitativo di prodotti chimici poiché usati solo dopo il superamento della soglia di intervento, secondo i criteri della lotta guidata;

  • Ridurre al minimo il rischio di salute dei consumatori;

  • Ridurre al minimo l’impatto sugli organismi ausiliari (predatori, parassitoidi ecc…) che aiutano a mantenere il normale equilibrio delle popolazioni entomofaghe;

  • Ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente.